Vincent Moon si guarda PAP

Il lavoro della Blogotheque e in particolare del suo iniziatore, il regista Vincent Moon, è stato per noi fondamentale. Ne parliamo spesso nel nostro sito e l’anno scorso faceva addirittura bella mostra tra i link qui di fianco. Il suo lavoro con i Take Away Shows certo ma soprattutto la voglia di dimostrare che l’urgenza di fare qualcosa la rende spesso automaticamente bellissima.

A Rumore hanno chiesto ad Andrea di intervistare Vincent Moon, ne abbiamo approfittato anche per fargli vedere un po’ del nostro lavoro ecco la sua recensione di due episodi: quello con Le Luci Della Centrale Elettrica e quello con i Tre Allegri Ragazzi Morti.

Niente opinioni di circostanza ma un parere anche critico che comunque è una bella lettura. Sotto segue la nostra traduzione in italiano.

Inglese:

liked the luci ones. the simple movements, the slow action, the simple fact of looking at someone. the first one is very beautiful. a loop, back to the same again. the second one could have been a bit more in that approach of as less movements as possible, it would have been amazing. i like though the abstraction of it, not seeing much, darkness all over and we dont even try to add a light. that’s beautiful, losing the informations, that’s important.
which is quite the opposite to the next serie of videos – the tre allegri ragazzi morti, dont like them. I dont like already those new cameras much, they often give too many informations and they are just really hard to use in a nice way. i did a film with it and it was just terrible, i lost myself in the technic of it and the possibilities. the movements in the films are quite nice, but the whole focus/unfocus shit, i hate that. useless spectacle. it doesnt say anything to me. i dont feel any poetic, sublimation approach to the world there. got the feeling of watching an awful scientific report on how humans lived in 2010 in the 2nd film. brrr this is scary, we all look like shit. the same question remains – why do we record this? i dont mean why do we do it, but why do we record it? what’s the need to show it? what’s the impact we want to make on the viewer, expecting what from him?

Italiano:

Mi è piaciuto quello delle luci. i movimenti semplici, l’azione lenta, il semplice fatto di stare lì a guardare qualcuno. il primo è molto bello. un cortocircuito che torna al punto di partenza. il secondo avrebbe potuto essere ancora di più nell’approccio del muoversi il meno possibile, sarebbe stato incredibile. mi piace comunque l’astrazione del tutto, il non vedere molto, buio dappertutto, senza neanche provare ad aggiungere una luce. è una cosa bellissima, perdere le informazioni, è importante.
che è praticamente l’opposto della seconda serie di video, quelli per i tre allegri ragazzi morti, non mi piacciono. Non mi piacciono molto queste nuove videocamere, spesso danno sin troppe informazioni e sono fondamentalmente difficili da usare nel modo giusto. ho fatto un film con questa attrezzatura ed è stato terribile, mi sono perso nella tecnica e nelle sue possibilità.
I movimenti dei video sono abbastanza belli, ma tutta la merda del focus/unfocus, odio questa roba, un inutile dar spettacolo, non mi dice nulla, non ci vedo nessun sentimento, è un approccio troppo languido alla realtà. nel secondo video ho come la sensazione di guardare un terribile servizio scientifico su come gli umani vivevano nel 2010. brrr è spaventoso, sembriamo tutti delle merde.
rimane la solita domanda – perché giriamo queste cose? non indendo perché lo facciamo ma perché le registriamo anche? qual è il bisogno di mostrarlo? quale l’impatto che vogliamo produrre sullo spettatore, cosa ci aspettiamo da lui?



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15/06/2010 2 Commenti
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