Casino Royale 1/2

Da qualche parte bisognava pur iniziare. Dalla fine, dalla canzone e dal gruppo che ha dato il nome a tutta quanta la storia da chi ce l’ha suggerita: i Casino Royale. Pronti al peggio è il titolo di questo sito, del format che state per guardare. E’ anche un manifesto, quello di chi ci prova nonostante tutto e ha un sacco di voglia di fare. Se non sembra essere il momento migliore per provarci, pazienza.

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Pardo arriva che mancano pochi minuti alle 16, parcheggia in una doppia fila particolarmente violenta, Milano di sabato pomeriggio non è certo un bel posto per andare in giro in macchina. Inizia il trasporto degli strumenti: amplificatori, cassette della frutta strapiene di cavi di ogni genere. Questa sera abbiamo deciso di fare una cosa semplice ma di qualità, si deve sentire bene, perchè a volte l’orecchio inganna l’occhio che guarda, e le immagini prendono colore se la musica c’è per davvero.

E’ un concerto in casa ma soprattutto una festa, l’inaugurazione di un’avventura che avrà parecchie cose da dire nei prossimi mesi. Per questo abbiamo invitato due categorie di persone: chi ci deve essere a tutti i costi, a testimoniare il mazzo che ci stiamo facendo (e che ci siamo fatti da un anno a questa parte) ma soprattutto i tanti amici che ci hanno dato una mano a mettere in piedi la baracca, sacrificando ritagli di tempo ed energie preziose per una cosa in cui credevano. Grazie, se non si fosse capito.

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Alle 18 arriva Alioscia e il resto della banda, si comincia a fare sul serio, un microfono sfrigola un po’ troppo, volano cacciaviti da tutte le parti: pericolo rientrato, tutto funziona per il meglio. Una cosa così i Casino Royale in tanti anni non l’hanno mai fatta, da una parte ci tengono a ricordarcelo e dall’altra non sembrano particolarmente preoccupati. Il giusto, quello che serve a far scorrere l’adrenalina necessaria.

Si stappano le prime birre, in cucina la pila delle bottiglie di vino raggiunge un’altezza decisamente interessante. Il campanello suona a ripetizione, gli ospiti arrivano alla spicciolata, 20 minuti di ritardo accademico e poi chi c’è c’è e chi non c’è s’arrangia. Stacchiamo il citofono e apriamo le finestre: questa è roba forte, tutto il vicinato la deve sentire.

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17/11/2008 44 Commenti
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