Ci sono dischi che rimangono nel cuore, altri che si dimenticano dopo pochi minuti. Poi ci sono quelli che hanno il potere di fotografare in maniera limpida e assoluta un preciso momento: la vita di tante persone. Canzoni da spiaggia deturpata, l’esordio di Vasco Brondi aka Le Luci Della Centrale Elettrica è uno di questi: accorato, potente, ispiratissimo. Commovente.
Quando Pronti Al Peggio si muove in macchina si discute sempre sul cd da mettere nell’autoradio: c’è quello che vuole la disco, chi ama il rap, quello dell’elettronica minimale. Le Luci Della Centrale Elettrica mette tutti daccordo, se non l’avessimo avuto nel lettore al ritorno da quel viaggio da Bologna saremmo sicuramente andati dritti in qualche curva. E invece eccoci a urlare a squarciagola cose come: faremo dei rave sull’Enterprise farò rifare l’asfalto per quando ritornerai.
Questa sera Vasco si riposa da una serie incredibile di sold out: il Magnolia qui a Milano la sera precedente, il covo a Bologna qualche giorno prima. Preferirebbe andare a cena con la sua ragazza, ce lo dice senza tanti complimenti, e invece eccolo qua con la chitarra a tracolla sballottato nella periferia milanese più fredda e umida che si possa immaginare. Metanopoli è avvolta nella nebbia, ogni tanto si intorpidiscono le dita dal freddo, altre volte è l’emozione a prendere il sopravvento, come quando la voce è coperta dal rombo degli aerei che atterrano come vere e proprie astronavi. L’Enterprise appunto.














19 Commenti
grandi ragazzi, grazie per questo concertino alternativo. Mi fate un po’ i Blogotheque all’italiana e sono contenta. Però mi faceva piacere sentire anche un po’ di chiacchiere
Semplicemente fantastico!
Spero non vi dispiaccia che li ho presi in prestito.
LDCE sei bravissimo. Continua (ti prego non lasciarci al 2 disco ) così!!!!!
Bello bello bello..e l’aereo che atterra è davvero strepitoso
Grande Vasco, ci vediamo domani sera al Korova!
Cioce
grandissimo
Semplice ed emozionante.
bravi
Ma nel secondo video Vasco suona con la sinistra -_-
Cmq grandissimi video, quoto il “semplice e emozionante”…
l’idea e tutto quanto sono geniali.
LLDCE bravissimo.
però dai non è un po’ stereotipato far suonare lui nel tipico “scenario periferico/notturno/metropolitano”??
sarebbe stato più stimolante, anche se meno “sicuro” qualcosa di più “out of context”.
che ne so, in piscina, per esempio. che non c’entra un cazzo…
o sto solo delirando?
comunque bravissimi continuate così!!
alice.
Non mi dite, non mi dite.
Uno canta anche frasi del tipo “Quando strattonavamo il mare, dove andavamo a farci male”. E il pubblico è felice di aver trovato il suo profeta. “Quando STRATTONAVAMO IL MARE”. Dio mio, i diari delle medie. Quante canzoni buttate via.
Il nostro paesello avrebbe bisogno di un nuovo bestseller dopo Saviano.
Un’edizione aggiornata del buon vecchio Sussidiario.
“Quando STRATTONAVAMO IL MARE”
ah ah ah ah ah ah ah
è poesia…se cerchi un senso a buon mercato ascolta “Finchè la barca va.”
strattonare il mare…potrebbe essere definita come una specie di sinestesia…non ricordo esattamente come si definisce una figura del genere…detto questo la poesia è zeppa di costruzioni del genere,non capisco perchè ,se la si pronuncia in una canzone e non in una “poesia”,si debba storcere il naso…in mezzo a tanti testi di canzoni fin troppo simili a sè stessi,trovo quelli di vasco brondi molto affascinanti.
tutto ciò è di un valore esistenziale gigantesco.
Ma porca puttana, è troppo un grande.
Post successivi
Lascia un commento